- tania concetta amoroso

- 19 feb 2024
La Corte di Cassazione con la sentenza 33937/2023 ha statuito che il tempo necessario
ad indossare la divisa aziendale rientra nell'orario di lavoro se è assoggettato al potere di conformazione del datore di lavoro; l'eterodirezione può derivare dall'esplicita disciplina d'impresa o risultare implicitamente dalla natura degli indumenti, o dalla specifica funzione che devono assolvere. Possono quindi determinare un obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro ragioni d'igiene imposte dalla prestazione da svolgere ed anche la qualità degli indumenti, quando essi siano diversi da quelli utilizzati o utilizzabili nell'abbigliamento secondo un criterio di normalità sociale, sicché non si possa ragionevolmente ipotizzare che siano indossati al di fuori del luogo di lavoro. La sentenza della Cassazione ha altresì ribadito che, per tutti quei diritti che non siano prescritti al momento di entrata in vigore della l. n. 92 del 2012, il termine di prescrizione, decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
- tania concetta amoroso

- 19 feb 2024
Con la sentenza citata, a definizione della causa patrocinata dalla scrivente, è stata annullata la scrittura privata con la quale l'attore si era riconosciuto debitore nei confronti del convenuto ex art. 1434 cc, in quanto la minaccia di morte nelle modalità e nelle circostanze in cui è stata pronunciata è da ritenersi idonea a generare un effettivo senso di pericolo per l’incolumità della persona nei confronti della quale è stata proferita. Il Giudice di merito ha altresì precisato che il grado di “timore” richiesto ai fini dell’esperimento dell’azione di annullamento è quello che potrebbe indurre una “persona sensata” a sentirsi esposta ad un pericolo, probabile od imminente.

